lunedì 25 luglio 2016

Toki - Il Santo d'Argento


E' da un bel po' di tempo che non scrivo di manga sul blog, ma ultimamente sto recuperando diversi titoli e quindi spero di poter condividere con voi le mie impressioni al più presto :) (Tenete conto che ho accumulato diversi post in una volta e li sto postando uno a settimana per dare una parvenza di regolarità xD).
Bando alle ciance, vado al sodo! Ho terminato una delle serie che avevo in corso, ovvero Toki - il Santo d'Argento, spin-off (anche se forse sarebbe più appropriato definirla una sorta di riscrittura...?) di Hokuto no Ken.

 Perchè riscritto? O meglio, ridisegnato? Perchè, fatta eccezione per alcuni , questa miniserie di 6 volumi disegnata dalla bravissima Yuka Nagate (la stessa di La Farfalla Assassina), non aggiunge nulla a quelle che sono le vicende principali raccontate nella serie madre, nè offre approfondimenti psicologici alternativi del personaggio. Leggerla è stata inutile quindi? In un certo senso sì, ma non me ne sono affatto pentita. Sarà perchè sono spudoratamente di parte, dato che Toki l'ho amato dal primo momento che Buronson e Hara lo hanno nominato, ma questa lettura mi è piaciuta parecchio.
La serie segue le vicende di Toki dal suo arrivo a quello che diventerà il villaggio dei
Toki e Luca
Miracoli
, fino al suo scontro con Raoh, non mostrandoci però la sua morte definitiva legata all'episodio di Ryuga (che, lo ammetto, non mi è mai andata molto giù da quello che ricordo), regalandoci quindi un finale più luminoso nella sua tragicità. Il tutto, condito da diversi flashback sulla vita nella scuola di Hokuto.
Tutti gli eventi ci vengono quindi raccontati dal punto di vista di Toki, fatta eccezione per i primi capitoli in cui è preponderante il racconto di Luca, un ragazzino che incontra nel corso del suo viaggio, figura speculare a quella di Bat e Lynn per Kenshiro.
Ci sono, quindi, alcuni personaggi creati ad hoc, ma si amalgamano bene con il cast generale e la loro presenza non risulta quindi fastidiosa o invadente. Non sono state presentate neanche grandi trame o sottotrame alternative, come era stato fatto in altri spin-off, tipo quello di Rei di cui avevo parlato secoli fa ed in cui il fanservice popputo faceva da padrone.
Anche Il Santo d'Argento lo si potrebbe definire, in un certo senso, "fanservice" dato che è un'opera creata volutamente per ingolosire i fans della serie con contenuti che già conosce, senza quindi andare a stravolgere il suo pantheon, con apparizioni dei personaggi più amati (Ken, Bat, Lynn, Yuria, Rei, Mamiya, ovviamente Raoh, etc...). Però è un "fanservice" elegante, che rispetta il tono epico dell'originale, il carattere dei personaggi e, insomma, lo spirito di Hokuto no Ken (che tutto è meno che fanservice "tette&culo").
Nonostante l'autrice sia una donna, non c'è neanche quella scivolata nello shojo manga che si era verificata per lo spin-off su Yuria, con i nostri cari energumeni sostituiti da avvenenti modelli di Abercrombie; bellissimo tratto eh, ma in HnK ci sta come i cavoli a merenda. 

Yuka Nagate è stata bravissima nella resa dei personaggi, sia psicologicamente (mostrando le loro debolezze, oltre alle loro qualità) sia graficamente, mantenendo le caratteristiche principali dell'originale, ma adattandole ad un occhio più moderno. Il risultato è un tratto potente, ma allo stesso tempo armonioso ed elegante. La Nagate è una mangaka ai suoi primi lavori, ma da tenere d'occhio!
Sicuramente è uno stile che può andare incontro sia ai gusti di un pubblico maschile, affezionato al vecchio stile o meno, sia ad un pubblico femminile che magari cerca qualcosa di un po' più elegante, dato che tutti i personaggi guadagnano un buon 50% di fighitudine in più, senza però snaturare nulla.
Insomma...questo sì che è un fanservice che piace a tutti u_u
L'unico aspetto negativo per alcuni lettori potrebbe essere, forse, che nella sua fedeltà all'originale i dialoghi salienti sono gli stessi della serie e questo potrebbe annoiare. Io ormai ho letto la serie qualche anno fa, quindi mi ha fatto piacere rileggere alcuni dei miei momenti preferiti, come il dialogo tra Toki e Rei sulla stella della morte, ma capisco che può dare l'impressione di stare comprando un riassunto ben disegnato, a differenza di altri spin-off che hanno osato molto di più (anche perchè i personaggi scelti dagli autori avevano spesso più libertà di azione).

Lo scontro finale con Raoh è carico di pathos, cosa fondamentale per quello che, a parer mio, è uno degli scontri più belli e commoventi della serie.
Ken avrà un ruolo marginale nella vicenda (ma non mancherà quella perla del "sei dimagrito", capolavoro di una sceneggiatura tutta maschia degli anni '80 X'D), ma la Nagate riesce quasi a rendermelo simpatico. Confesso di non aver mai amato particolarmente Ken, preferendo sempre gli eroi secondari (che immancabilmente fanno una fine da poveri Cristi, letteralmente).



Per concludere: Consiglio questa serie ai fans della saga, perchè anche se la Nagate
cerca di spiegare il più possibile, se non si conoscesse la storia a grandi linee, la lettura e l'impatto emotivo (che sia o meno effetto nostalgia) non sarebbero gli stessi.
Quindi, se non avete idea di chi sia questo Gesù superpompato sulla cover, penso sia meglio che prima recuperiate il lavoro di Buronson e Hara.
Per quanto riguarda l'edizione Planet Manga, ne hanno fatte ben due versioni: una economica a 4,50 ed una deluxe a 6,50. Io consiglierei l'edizione economica, perchè quella deluxe mi sembra che in più abbia solo la sovracopertina e pagarla due euro mi sembra eccessivo. Ho i primi tre volumi in edizione economica e gli ultimi 3 in edizione deluxe perchè non riuscivo a trovare l'altra, quindi ho il sospetto che sia più difficile da reperire, ma non so se si è trattata solo di sfortuna.



2 commenti:

  1. Di Hokuto no Ken ho tutto il manga (anche se non l'ho ancora letto) e conosco molto bene la serie tv. Lo ammetto: questo di Toki è l'unico fra gli spin-off usciti che mi ha incuriosito un minimo, anche se alla fine non l'ho preso (ma spero di trovarlo usato, prima o poi). Volevo provare anche quello di Julia, ma più che altro per i disegni della nostra amica Ayumi Kasai XD).

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    1. Anni fa recuperai quasi tutti gli spin-off e penso che questo di Toki sia l'unico, per quello che ricordo almeno, a non tradire lo spirito dell'originale. Altri spin-off sono disegnati molto bene, ma non ci ho visto lo stesso spirito del manga originale. Troppo shojo, troppo fanservice o trollo lontani graficamente. Quello di Julia merita per i disegni, ma non ricordo granchè della trama ad essere sincera. :/ Se dovessi trovare un'offerta per Toki, invece, ti direi di non fartela sfuggire ;)

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